In un mondo perfetto chi lavora dovrebbe avere non solo la certezza di venir pagato, ma anche la possibilità di non doversi preoccupare in merito al "quando" verrà pagato.
Purtroppo anche su questo l'Italia vanta il solito primato negativo. Ovviamente questo succede in primo luogo nel mondo del lavoro privato, dove per interi settori vigono regole non scritte con dilazionamento di tempi di mesi e mesi.
Purtroppo però risulta dare il pessimo esempio anche la Pubblica Amministrazione, che secondo una ricerca del 2007 di Confartigianato impiega in media 138 giorni per pagare le imprese fornitrici (a fronte della media europea di 68 giorni, e con la virtuosa Danimarca a soli 38 giorni).
Cosa comporta in pratica tutto ciò? Ad esempio il fatto che una ditta fornitrice a sua volta dilazionerà i tempi di pagamento nei confronti dei propri creditori oppure accenderà un mutuo sul quale a sua volta dovrà pagare interessi non preventivamente pianificati e che cercherà in qualche modo di recuperare...
E la legge? C'è, e si tratta del Decreto Legislativo 231 del 2002, in base al quale, se non specificato diversamente sul contratto, dopo i trenta giorni dalla presentazione della fattura o da altra richiesta di pagamento decorrono automaticamente gli interessi di mora. Il ché sta cominciando anche a diventare necessario visto il ritorno galoppante dell'inflazione.
Me come al solito stiamo parlando di leggi vigenti ma sostanzialmente inapplicate. Anche perché a garanzia del suo funzionamento servirebbe una giustizia rapida ed efficiente. Ma anche su questo, vantiamo altri tristi primati...



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