In Italia sembra ormai assodato che qualsiasi persona con la pelle scura sia una persona straniera. Ma affrontare l'argomento tentando di difendere il povero "straniero" significa già partire con uno svantaggio indifendibile: quello della diversità, della "non italianità". 
Dobbiamo invece iniziare a porre la questione ad un altro livello, sottolineando con forza come il binomio pelle colorata = straniero sia una grande idiozia, oltre che una semplificazione razzista.
Il fatto è che molte persone apparentemente "straniere", con accenti forestieri e con sembianza "diverse" sono in realtà a tutti gli effetti italiani, con tanto di carta d'identità e diritto di voto (e che, con molta probabilità, sono anche dei contribuenti assai più onesti di tanti concittadini italiani "autoctoni").
Vediamo di capire come sia possibile per uno "straniero" diventare a tutti gli effetti cittadino italiano:
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essere coniugato con un cittadino/a italiano/a ed essere legalmente residente in Italia da almeno sei mesi a partire dalla data del matrimonio;
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essere residente all'estero ed essere coniugato con un cittadino/a italiano/a da almeno tre anni;
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essere cittadino non comunitario e risiedere legalmente in Italia da almeno 10 anni;
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essere cittadino comunitario e risiedere legalmente in Italia da almeno 4 anni;
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essere apolide o rifugiato politico e risiedere legalmente in Italia da almeno 5 anni;
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essere figlio o nipote in linea retta di secondo grado di cittadini italiani per nascita e risiedere legalmente in Italia da almeno 3 anni;
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essere nato in Italia e risiedere legalmente in Italia da 3 anni;
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essere maggiorenne, adottato da cittadino italiano, e risiedere legalmente in Italia da 5 anni successivi all'adozione.
Tanto per evitare polemice strumentali, si segnala come la fonte dalla quale sono state tratte le informazioni è il Ministero dell'Interno. Della Repubblica Italiana, ovviamente...



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