www.personeoneste.it

Perché fa comodo ignorare la Costituzione…?

PDF Stampa E-mail
  
Martedì 12 Maggio 2009 00:00

Esce oggi in libreria il nuovo lavoro di Andrea Leccese, "Torniamo alla Costituzione!", edito da Infinito Edizioni (www.infinitoedizioni.it). Nel volume troverete anche un contributo di Persone Oneste, che qui sotto pubblichiamo, assieme a quello di altre associazioni come Articolo 21 (www.articolo21.info), DemosAgorà (demosagora.blogspot.com), la Fondazione Don Lorenzo Milani (www.donlorenzomilani.it), l'Associazione Articolo 53 (articolo53.blogspot.com) e l'Associazione Società Civile (www.premioborsellino.it).torniamo_alla_costituzione


Sembra incredibile, ma pare oggi comune chiedersi a cosa serva la Costituzione. Come se parlarne ci relegasse automaticamente nella schiera dei nostalgici, dei poco pragmatici, o dei troppo idealisti. Addirittura alcuni sollevano il “problema” della Costituzione, intesa come un vetusto limite al progresso. Una sensazione amplificata anche dal fatto che si parla sempre più spesso di Costituzione solo quando la nostra Suprema Corte si esprime sui tanti vizi di incostituzionalità che caratterizzano le iniziative dei nostri legislatori. Tanto da chiedersi quanti dei nostri parlamentari e dei nostri ministri l’abbiano davvero letta, la fonte primaria del nostro ordinamento Repubblicano.
Eppure tutto questo non è frutto di una casualità, né di un’inevitabile evoluzione delle cose. L’Autore di questo prezioso saggio ci fornisce un chiaro esempio dell’attualità della nostra Carta costituzionale e della sua naturale centralità in una sana società democratica. Anche senza scomodare i diritti universali dell’Uomo, la funzione della Costituzione rimane perlomeno quella di un sistema di regole generale al quale poter fare riferimento per qualsiasi necessità di interpretazione del nostro quotidiano vivere civile. Una democrazia senza la Costituzione sarebbe come il gioco del calcio non solo senza regole ufficiali, ma addirittura senza una condivisione sulla forma del campo in cui dover giocare. Vi immaginate la faccia dei giocatori della squadra ospite mentre entrano in un campo dalla forma esagonale, con quattro porte per lato e il campo in salita…? Un insieme di persone che vogliono e devono vivere in collettività hanno bisogno di un insieme superiore di regole condivise: per scongiurare la barbarie, il sopruso e la vittoria dell’arroganza è necessario un sistema di princìpi superiore alla volontà e all’arbitrio di una singola persona o di una oligarchia elitaria.
Facciamo un esempio concreto: l’articolo 54 prevede che “tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi. I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge.” La norma costituzionale non sembra insomma di difficile comprensione o applicazione. Come fare allora ad aggirarla, a sminuirla? Semplice: facendo finta che non esista. Se sono un dipendente pubblico onesto , di qualsiasi livello e settore, posso semplicemente ispirare la mia condotta a questa semplice norma, e ai principi costituzionali nel loro insieme. Se al contrario scelgo il conformismo, il quieto vivere o il tornaconto personale, eviterà di prenderla proprio in considerazione, la Costituzione, addentrandomi invece nei cavillosi meandri di leggi, decreti ministeriali, circolari, sentenze e contratti collettivi, che alla fine consentono qualsiasi interpretazione, indipendentemente dai valori superiori e universali.
Avete presente il gioco del telefono senza fili? Se io dico una frase chiara e comprensibile, a voce alta e davanti a tutti ottengo un effetto immediato. Se invece ciò che dico passa sottovoce di bocca in orecchio, man mano che aumentano i passaggi il grado di somiglianza al messaggio originale si logora inevitabilmente. E’ questa la strategia vincente per svilire la nostra Costituzione: non serve riscriverla, è sufficiente ignorarla, aumentando i gradi di lontananza dalla sua diretta applicazione nella nostra vita quotidiana.
Se l’articolo 54, e la Costituzione in generale, diventano un lontano refuso, allora è persino possibile che funzionari di stato e pubblici ufficiali inefficienti, incompetenti, corrotti, restino impuniti ai loro posti, a scapito dei colleghi onesti e competenti, e alla collettività più in generale. Chi adempie “con disciplina e con onore” alle proprie funzioni è condannato all’isolamento e alla chiusura di qualsiasi prospettiva di carriera. Una volta giunti a questo punto, le campagne contro i “fannulloni” e l’inasprimento delle sanzioni diventano pura retorica, buona solo per inasprire maggiormente gli animi contro il tanto screditato dipendente pubblico, indipendentemente dal colore politico con cui tali campagne si travestono.
Per questi motivi, e non per ottusa riverenza o nostalgia, è importante diffondere ed applicare la nostra Carta costituzionale. Per questi motivi è importante leggere questo attualissimo saggio del bravo Andrea Leccese.

Fabio Croci
Presidente di Persone Oneste


Altre recensioni su questo saggio:

http://www.articolo21.info/8439/notizia/torniamo-alla-costituzione.html

http://demosagora.blogspot.com/2009/05/torniamo-alla-costituzione.html

Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 13 Maggio 2009 08:18 )
 

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

Pubblicità

Pubblicità

Sostieni le nostre attività!

Aiutaci a crescere!

La transazione viene effettuata in massima sicurezza attraverso il sistema Paypal. Puoi scegliere qualsiasi importo, e nessuna informazione verrà registrata su questo sito, al fine di garantire la massima riservatezza!

Ricerca sul web con Google

Usando questa funzione di ricerca, ci aiuti in maniera semplice ed immediata a sostenere le nostre attività!