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Corte dei Conti e Corruzione - Parte 2

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Lunedì 06 Luglio 2009 00:00

Ecco la nostra seconda ed ultima puntata sul "Giudizio sul rendiconto generale dello Stato" che la Corte dei Conti ha diramato il 25/06/2009 , e nel quale si leggono alcuni approfondimenti interessanti e preoccupanti sul fenomeno della corruzione nella nostra pubblica amministrazione.repubblica_italiana

In questa seconda parte l'estensore V.P.G. Alfredo Lener si concentra sulle dimensioni del fenomeno e sulla sua localizzazione geografica, con alcune importanti sorprese.


La puntuale ripartizione delle denunce per Regioni evidenzia che:
a) tra le prime 5 regioni per numero di denunce di reati collegati ai fenomeni corruttivi: compaiono ben 4 regioni del Sud Italia: la Sicilia (13,07% del totale delle denunce), la Campania (11,46%), la Puglia (9,44%) e la Calabria (8,19%), l’unica regione del Nord è la Lombardia (9,39% del totale delle denunce);
b) tra le 5 regioni con minor numero di denunce di reati collegati ai fenomeni corruttivi: compaiono ben 4 regioni del Nord Italia: la Valle d’Aosta (0,5% del totale delle denunce), la Liguria (2,06%), il Friuli Venezia Giulia (2,08%) ed il Trentino Alto Adige (2,13%), l’unica regione del Sud è il Molise (1,23% del totale delle denunce);
c) il Lazio sede delle amministrazioni centrali si colloca in una posizione intermedia (al 7^ posto con 6,67%).

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Il Corpo della Guardia di Finanza, per la prevenzione ed il contrasto della corruzione e delle altre forme di illecito nella pubblica amministrazione, si avvale del dipendente “Nucleo Speciale Tutela della Pubblica Amministrazione”, articolazione costituita ad hoc che, da ultimo, ha fornito la propria collaborazione al soppresso “Alto Commissario per la lotta alla corruzione”. Nel corso dell’anno 2008, l’attività operativa dei reparti del Corpo ha, complessivamente, portato alla denuncia di 3.224 pubblici ufficiali per reati contro la P.A.

...
Il teatro delle operazioni di maggior rilievo è stato quello delle Regioni del Mezzogiorno.

I dati acquisiti dalle forze di polizia, delineano di massima un quadro in cui gli ambiti territoriali maggiormente colpiti dai fenomeni tangentizi sono le Regioni di grandi dimensioni, o meglio, quelle in cui insistono apparati amministrativi di grande rilievo, come la Puglia, la Campania, la Sicilia, la Toscana, l’Emilia Romagna, il Piemonte e l’Abruzzo. Particolarmente esposte a fenomeni corruttivi risultano essere le regioni del Lazio e della Lombardia, per l’elevato tasso di sviluppo economico-industriale e per la concentrazione di Enti e di strutture pubbliche. La Valle d’Aosta è quella che più si distingue per il minor numero delle fattispecie delittuose in argomento, seguita dalla Liguria e dal Molise.

Il Comando Generale della Guardia di Finanza evidenzia che i settori della P.A. maggiormente colpiti sono quelli della sanità, delle assunzioni del personale, della concessione di finanziamenti e quello degli appalti pubblici; ma non ne risultano certamente immuni, anche se in misura inferiore, i comparti dell’edilizia privata, dell’università, delle consulenze e dello smaltimento dei rifiuti.

Per quanto riguarda le modalità corruttive, il classico sistema di passaggio di denaro contante risulta oramai in uso solo in ambiti locali ristretti o rivolto a funzionari aventi un basso profilo d’impiego. Le Fiamme Gialle delineano una evoluzione delle dazioni illecite mutuate da sistemi analoghi a quelli adottati per frodare il fisco. Le provviste di denaro vengono infatti costituite dai corruttori mediante l’utilizzo di sovrafatturazioni di operazioni commerciali, fatturazioni di operazioni inesistenti, utilizzo di società cartiere, ecc.; mentre i metodi impiegati per la rimessa della dazione al pubblico funzionario sono quelli della fatturazione di compensi per presunte consulenze, rimborso di spese elettorali, rimborso di presunte spese di viaggio e/o di rappresentanza oppure, dazioni indirette mediante terze persone.

Dai dati pervenuti dal Comando Generale dei Carabinieri risultano, inoltre, 182 i soggetti arrestati e/o denunciati per istigazione alla corruzione. Un dato che rispetto all’anno precedente risulta in crescita del 30%, e che fotografa la percezione che soggetti privati, portatori di interessi illeciti, hanno della facile permeabilità degli apparati della pubblica amministrazione.


Tratto dal GIUDIZIO SUL RENDICONTO GENERALE DELLO STATO 2008 - MEMORIA DEL PROCURATORE GENERALE (UDIENZA DEL 25 GIUGNO 2009 - PRESIDENTE TULLIO LAZZARO) - CORTE DEI CONTI (http://www.corteconti.it/Tutte-le-N/News-Parifica-20091.doc_cvt.htm)

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 28 Giugno 2010 16:13 )
 

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