Dal racconto di un nostro socio:
Tempo fa una coppia di turisti francesi mi raccontò una storia che ritenni allora poco credibile. In pratica sarebbero stati fermati in autostrada da una volante della polizia stradale, e gli agenti gli avrebbero contestato una infrazione di velocità non meglio definita se non con un "andavate troppo forte". I poliziotti avrebbero minacciato addirittura il sequestro del veicolo, a meno di un pagamento immediato di 100 €. La coppia tirò fuori il contante, e la volante se ne andò senza rilasciare alcun verbale, né tantomeno annotandosi l'intervento compiuto. I turisti se ne andarono così con la sgradevolissima convinzione di essere stati vittima di un episodio di concussione, che non poteva che alimentare la pessima fama dell'Italia all'estero.
Come dicevo all'inizio, non avevo mai creduto a questa storia, sino a quando non ho letto questi due articoli sui recenti scandali a carico della Polizia stradale, uno a Pescara e l'altro a Lecce. Mi sono così reso conto di come il fenomeno debba essere in realtà decisamente diffuso e consolidato, e che quindi l'episodio raccontato poteva essere assolutamente realistico. Fra l'altro l'estorsione è assai più facile per un poliziotto nei confronti di stranieri, meglio se turisti, i quali fra barriere linguistiche e culturali ed il timore di conseguenze più gravi si trovano ad essere più facilmente raggirati dai poliziotti corrotti.
Certo è però che l'estorsione compiuta da un agente della stradale non è solo un reato: è proprio uno schifo. Un singolo atto di concussione da parte di un agente in divisa è in grado di incrinare irrimediabilmente la fiducia del cittadino nei confronti della pubblica autorità. E a poco servono le presunte giustificazioni di agenti sottopagati o che rischiano la vita: se non ti va bene protesti per vie sindacali, oppuire vai a fare il cameriere. Di sicuro non taglieggi le persone che dovresti al contrario tutelare e proteggere.
Forse, oltre alla formazione tecnica e legale che viene impartita ai funzionari delle nostre forze dell'ordine, manca proprio quella più importante: la formazione all'onestà. Altrimenti quando i francesi sentono cantare l'inno di Mameli dalle nostre forze dell'ordine ci prendono per i fondelli...



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Vito