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Scontrini o ricevute fiscali?

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Venerdì 08 Maggio 2009 00:00

Quando acquisti beni o ricevi prestazioni di servizi devi richiedere l’emissione di un documento fiscale che può essere:

  • lo scontrino fiscale;
  • la ricevuta fiscale.ricevute_fiscali

LO SCONTRINO FISCALE
Deve essere, in genere, emesso per prodotti acquistati o servizi ricevuti sia in locali aperti al pubblico (negozi, bar, fast food, ecc.) che da venditori ambulanti (in occasione di mercati, fiere, sagre, ecc.). Deve sempre contenere:

  • il nome della società ovvero cognome e nome dell’esercente se si tratta di ditta individuale;
  • numero di partita IVA;
  • il prezzo di ogni singolo prodotto acquistato o della prestazione ricevuta, con il relativo importo totale;
  • data e ora di emissione;
  • numero progressivo giornaliero,

e non deve riportare la dicitura “non fiscale”, salvo alcune eccezioni (ad es. società di grande distribuzione autorizzate).

Quando va emesso:

  • se acquisti un bene, al momento in cui paghi o quando ti viene consegnato il bene;
  • se ricevi una prestazione di servizi, al momento del pagamento.

N.B.: Se non paghi subito, riceverai uno scontrino con l’indicazione “corrispettivo non pagato”. All’atto del pagamento, ti verrà emesso un secondo scontrino con l’indicazione dell’importo complessivo. Se paghi in anticipo, ti dovrà essere rilasciata una ricevuta di acconto; lo scontrino fiscale verrà emesso al momento del saldo e dovrà accompagnare la merce all’uscita dal negozio. Dal 2 ottobre 2003 non è più prevista la sanzione a carico del cliente che, durante un controllo, veniva trovato sprovvisto dello scontrino o della ricevuta. Ricorda, però, che richiedere lo scontrino correttamente emesso costituisce anche garanzia per eventuali sostituzioni o rimborsi oltre che un dovere per consentire una giusta ripartizione delle imposte.

RICEVUTA FISCALE
Si differenzia dallo scontrino perché contiene i dati del cliente: nome, cognome e numero di codice fiscale o il numero di partita IVA, oltre che natura, qualità e quantità dei beni venduti o dei servizi ricevuti. Permette, così, la documentazione della spesa sostenuta utile, ad esempio, per ottenere rimborsi d’imposta. Deve obbligatoriamente contenere alcuni dati come:

  • la numerazione progressiva;
  • la data di emissione;
  • i dati della ditta o società e la partita IVA;
  • la natura, la quantità e la qualità del bene venduto o del servizio prestato.

Quando va emessa:

  • di norma, al termine di una prestazione (al ristorante, dal parrucchiere, dal medico, ecc.).

Se al momento dell’ultimazione di una prestazione di servizi il corrispettivo non è stato pagato, in tutto o in parte, sulla ricevuta fiscale deve essere indicato anche l’importo non pagato. Al momento del saldo, dovrà essere emessa un’altra ricevuta fiscale.

N.B. È bene verificare sempre che l’importo indicato sullo scontrino o sulla ricevuta fiscale corrisponda a quanto effettivamente pagato.

IMPORTANTE!!!
Quando all’atto del pagamento ti viene chiesto “con o senza ricevuta o scontrino” ed il prezzo “cambia” in funzione della risposta che dai, ti stanno chiedendo se vuoi consentire o meno all’esercente di evadere le imposte. In questo caso, più che mai, è doveroso chiedere il documento fiscale.


FONTE: Guardia di finanza (www.gdf.it)

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 28 Giugno 2010 15:48 )
 

Commenti 

 
0 #1 Monica 2009-08-03 18:41 salve. volevo sapere: per emettere ricevuta fiscale, che iter burocratico bisogna eseguire?devo registrarmi da qualche parte? Citazione
 

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