Una storia vera di piccola xenofobia quotidiana. Siamo in una piccola stazione ferroviaria di provincia, di quelle in cui le biglietterie tradizionali sono state sostituite da macchinette automatiche e non c'è più personale a cui chiedere assistenza. Ovviamente le uniche due macchinette obliteratrici non funzionano. Ci sono solo due signore ed un ragazzo ad aspettare il treno. Una delle due signore è di origine africana (si scoprirà in seguito essere regolarmente residente in Italia da oltre 15 anni con carta di soggiorno), ed è molto preoccupata dal fatto di non poter obliterare il biglietto e di rischiare di prendersi la multa. La seconda signora, italiana, non ha potuto egualmente obliterare il biglietto, ma cerca di rassicurare l'altra donna dicendole che sarà sufficiente andare a crecare il controllore non appena salite sul treno.
Il treno arriva, i tre viaggiatori salgono sul medesimo vagone, il treno riparte.
In due secondi netti il controllore (che dalla banchina aveva visto dove erano saliti i nuovi viaggiatori) si presenta nel vagone e chiede i biglietti. Le due signore, che non si erano nemmeno sedute, fanno presente che stavano venendo a cercarlo per segnalare che non avevano potuto obliterare poiché le macchinette erano guaste. Il controllore (un giovane, di origini meridionali, ma questo fatto non è ovviamente rilevante per il seguito della nostra storia) prende il biglietto (non obliterato) della signora italiana, lo annulla senza obiettare nulla e glielo restituisce velocemente. Poi prende il biglietto della donna straniera e comincia ad aggredirla verbalmente, dicendo che se non aveva obliterato doveva farle la multa, poi estrae il blocchetto delle sanzioni e chiede il documento di identità alla signora di colore (che peraltro lo fornisce spontaneamente). A questo punto interviene la signora italiana, che insiste dicendo che anche l'altra signora non aveva potuto obliterare perché le macchinette erano guaste. Il controllore comincia ad innervosirsi e dice che sono sempre le solite scuse, che lui è stufo e che lui deve fare le sanzioni punto e basta. Interviene spontaneamente persino il ragazzo che era salito sul treno alla medesima stazione, sostenendo che le signore avevano ragione e che è almeno da una settimana che le obliteratrici sono guaste.
La signora italiana a quel punto chiede come mai il controllore insisteva nel voler fare la multa solo alla signora di colore, visto che anche lei si trovava nella stessa situazione eppure nel suo caso il controllore non aveva obiettato nulla. Il controllore comincia ad aggredire verbalmente anche la signora italiana, dicendole che se continuava a far polemica avrebbe fatto la multa anche a lei. La signora italiana insiste con le sue ragioni, e a quel punto il controllore chiede il documento e procede col verbalizzare una sanzione anche a lei. Consegna i verbali, e se ne va senza nemmeno salutare.
Ora, a parte la grande senzazione di ingiustizia che le protagoniste di questa storia (purtroppo vera) devono aver vissuto, proviamo a ragionare e ad individuare le irregolarità commesse nel corso di questa vicenda.
Anzitutto il controllore del treno nell'esercizio delle sue funzioni è un pubblico ufficiale (art. 357 del codice penale) e per questo motivo ha il diritto ed il dovere di comminare sanzioni agli utenti fraudolenti. Anche per questo è nostro dovere fornire documento di riconoscimento quando ci viene richiesto sul treno. Tuttavia non può ovviamente effettuare controlli e chiedere documenti o comminare sanzioni su basi etniche. Si tratta infatti di una palese azione discriminatoria che può essere denunciata alla magistratura.
Inoltre minacciare un utente che "se non fa il bravo rischia la sanzione", oltre ad essere un palese sopruso, sembra configurarsi come un vero e proprio reato. Forse un penalista potrebbe al riguardo darci un suo parere.
Infine una precisazione su quanto previsto dalla stessa Trenitalia in merito alla mancata convalida (Art. 22, comma 3 delle Condizioni di Trasporto): <<In caso di mancanza o inagibilità delle obliteratrici il viaggiatore deve richiedere la convalida dei biglietti rivolgendosi alla biglietteria FS oppure, di propria iniziativa, al personale del treno all’atto della salita. In tal caso la convalida avviene senza dover corrispondere alcuna penalità.>>
Oltre che la figura del razzista, qui il nostro controllore rischia anche di passare per un incompetente...
Per controllare tu stesso le norme di viaggio prevista da Trenitalia, visita la loro apposita sezione.



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